mercoledì 9 maggio 2007

vuoti a rendere

Sono come sono perché so cosa si prova a non esserlo.
La sono perché sento una voragine da qui a li e se io non so saltare, tu e la tua sfavillante forma fisica non intendete farlo.
Sto zitta perché preferisco il silenzio alle educate conversazioni costrette di 2 estranei che si conoscono benissimo. Mi rattristano da impazzire.
Ancora una volta mi confondo le idee, dicono sia colpa delle erbe aromatiche, io vorrei fosse merito del sole ma quello non c’è da qualche tempo, nonostante la pelle abbronzata e le vene gonfie.
Certe presenze virtuali, fanno girare la testa, bloccare il respiro, accelerare i battiti e appannare la vista, anche da lontano... o è solo la conseguenza del morso della zecca che ho buttato nel cesso.
Vorrei davvero un antibiotico che mi facesse passare questa sorta di dipendenza, visto che non esiste nessuna cura preventiva.
Contro la depressione ho un rimedio infallibile, che la esaspera o la fa passare: sigarette al rosmarino e cestini di funghi.
Se mi perdo non venitemi a cercare: non amo, a differenza del supposto. E' il fitto muro di fumo che vedete, che vi fa sbagliare.
Accanto, ho chi non vuole vedere per convenienza, chi, probabilmente, sarebbe in grado di attirarti da questa parte del vuoto enorme che ci separa, con l’inganno di chi è artefatto.
In realtà forse non voglio nemmeno e di sicuro da là mi crei meno problemi.
Tieniti quello che ti ho regalato... l'hai mangiato leccandoti le dita, ma ora ricordi solo 2 vasetti vuoti che restituiti svuoterebbero me più di quanto già non sia vuotata.

Nessun commento: